La soppressione del volo mattutino tra Reggio Calabria e Milano Linate, operativo fino al 29 marzo 2025, lascia un vuoto significativo per la mobilità dell’utenza dello Stretto. Non si tratta di un’improvvisa cancellazione, ma di una mancata proroga che Ita Airways aveva già paventato, senza tuttavia fornire chiarimenti definitivi. L’assenza di questo collegamento essenziale impatta soprattutto su pendolari, studenti fuori sede e pazienti costretti a spostarsi per motivi sanitari.
Una rotta strategica cancellata senza spiegazioni
Il volo, attivo dal 29 ottobre 2024, permetteva di raggiungere Milano nelle prime ore del mattino e di rientrare in serata, evitando pernottamenti e spese aggiuntive. Una soluzione che, per cinque mesi, ha rappresentato un’opportunità irrinunciabile per chi aveva esigenze lavorative, di studio o sanitarie.
La decisione di non confermare la tratta per la stagione estiva non trova giustificazioni tecniche. Piuttosto, appare come una scelta puramente commerciale, dettata da valutazioni interne alla compagnia aerea. Nel frattempo, mentre su Reggio Calabria vengono meno i voli, su Lamezia Terme si registra un rafforzamento dell’offerta, con più collegamenti e maggiore frequenza.
Il silenzio delle istituzioni e il disagio dell’utenza
Se da un lato le compagnie decidono in base alla domanda e alla sostenibilità economica, dall’altro le istituzioni avrebbero il compito di tutelare il diritto alla mobilità dei cittadini. Tuttavia, alla vigilia della chiusura della winter season, nessuna voce si è levata a difesa della continuità del collegamento. Un’assenza che stride con i proclami sul rilancio dell’aeroporto dello Stretto.
Chi deve garantire oggi una strategia di trasporti equa e funzionale per il Sud? Perché i criteri applicati a Lamezia non vengono estesi a Reggio Calabria? Sono domande che restano senza risposta mentre, di fatto, si spinge l’utenza verso altri aeroporti, aumentando costi e disagi per chi viaggia per necessità.
Mobilità in crisi: quale futuro per l’Aeroporto dello Stretto?
La cancellazione del night-stop segna una battuta d’arresto per il trasporto aereo calabrese e riaccende il dibattito sulla continuità territoriale. L’assenza di un piano chiaro da parte delle autorità locali e nazionali espone il territorio a scelte penalizzanti, senza contromisure per bilanciare le perdite.
Se la logica commerciale prevale senza interventi mirati, il rischio è quello di vedere lo scalo reggino ridursi a una struttura marginale, costringendo i viaggiatori a scelte più costose e scomode. Una questione che meriterebbe un’attenzione ben più incisiva di quella, finora, mostrata da chi avrebbe il dovere di intervenire.